BERLINO, il Narcisista con la Browning e l’immolazione di Ariadna

Tempo di Lettura: 7 Minuti

[ATTENZIONE CONTIENE SPOILER]

Chi è Berlino? Il narcisista con la Browning

Il personaggio Andrés De Fonollosa, in arte Berlino, è indubbiamente il più complesso ed interessante della serie tv spagnola che ha spopolato in tutto il mondo.

Come ho anticipato, ci saranno molti spoilers, anche sul finale, quindi non leggete l’articolo se non avete completato la stagione (in due parti), oppure leggetelo consapevoli di ciò che fate.

 

PREMESSA SUI NARCISISTI – Chi sono i narcisisti?

Immaginatevi di essere dei bambini pieni di vitalità e d’amore e desiderio di sentirvi amati e protetti. Immaginate di avere dei genitori che vi fanno intendere che l’amore non è un qualcosa di gratuito, ma che ve lo dovete guadagnare. Immaginate di sentirvi uno schifo se non rispettate degli standard specifici e di vedervi negato comunque l’affetto, anche quando raggiungete gli obiettivi prefissi. Come vi sentite?

Raramente troverete una definizione più empatica di questa:

il narcisista è una persona che, in seguito a grosse sofferenze, al rifiuto totale dell’affetto da parte dei genitori o della figura di riferimento (spesso anch’essi narcisisti), ha deciso nel profondo di non fidarsi più di nessuno e di non cedere più i propri sentimenti nelle mani di persone che ne farebbero poltiglia da dare in pasto ai maiali.

Il narcisista è molto intelligente e profondo. Ha dovuto diventarlo per raggiungere le aspettative elevate che il genitore aveva su di lui. Ha dovuto diventare un freddo calcolatore per ottenere risultati sempre migliori. Ma cosa è accaduto una volta raggiunti questi standard?

Niente, comunque non ha ricevuto amore, affetto. Magari denaro sì, complimenti. Ma gli esseri umani vivono solo di questo? Il narcisista ha dovuto adattarsi a sopravvivere con quello che aveva: freddi complimenti, quando andava bene, spesso neanche quelli. Tante volte riceveva solo richieste maggiori, innalzamento degli standard qualitativi. Ma l’amore? L’affetto?

“Ho avuto cinque divorzi, sai cosa significano cinque divorzi? Cinque volte in cui ho creduto nell’amore.”

Va bene, basta. Non lo voglio più. Non mi interessano più queste cose, perché la loro mancanza mi ha fatto soffrire troppo e tutte le volte in cui ho sperato e creduto nell’amore, sempre, ogni volta sono rimasto deluso.

Questo rimugina il narcisista nel suo profondo. Visceralmente continua a sperare di essere amato, ma il suo sistema difensivo è più forte ed inizia a rifiutare l’amore. Così tanto che, quando qualcuno prova ad amarlo, lui non può far crollare tutto il suo castello di rabbia e convinzioni. Non può, perché dovrebbe provare empatia per qualcuno, dovrebbe poi aprirsi, riconoscere che il colpevole che addita non è diverso da lui, è un’altra persona che ha paura e che, in quanto tale, può ferire. Il narcisista ha paura di fidarsi, di credere di nuovo, come quando era bambino, che qualcuno possa amarlo e teme di soffrire ancora, un’altra volta, e questo non è concesso. Non si può.

 

Quindi cosa fa il narcisista?

Smette di amare profondamente e passa all’atteggiamento superficiale, distaccato e cinico che sempre lo contraddistingue. Ama con la mente (spesso è davvero convinto di amare qualcuno), ma in realtà nel suo profondo attua tutti i meccanismi possibili ed immaginabili per allontanare chiunque cerchi di amarlo.

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Il narcisista è cattivo solo agli occhi di chi opera una valutazione superficiale. Agli occhi di chi dice “ha fatto questo, quindi è cattivo”. Se dovessero giudicare voi con lo stesso metro, dove finireste? Meglio non dirlo.

Il narcisista è la persona più sensibile sul pianeta ed è proprio a causa della sua estrema sensibilità che ha bisogno di proteggersi più degli altri. Più di tutti. Come? Allontanando i sentimenti. Sì, perché chi è capace di provare sentimenti, non può scegliere, prova quelli intensamente belli e quelli devastantemente brutti. Ed è doloroso saper amare e saper odiare ai livelli in cui il narcisista sa(peva) amare e odiare.

Gli atteggiamenti tipici del narcisista sono ben descritti da moltissimi psicologi

A mio avviso questo è il più completo.

 

MA VENIAMO A BERLINO

Andrés è un personaggio magnifico che ricalca alla perfezione il narcisista tipico. Manie di protagonismo, ossessione per l’etica e la reputazione, paura di essere poco stimato o diffamato, incapacità (apparente) di provare affetto e compassione, intelligenza estrema, perfetto autocontrollo, calcolatore seriale.

Ma in questo articolo non mi interessa raccontare la sua storia all’interno della Zecca di Stato, ma soltanto analizzare quello che sicuramente tutti avranno di lui criticato. Perché, se è vero che fino all’ultima puntata Berlino poteva affascinare per il suo sarcasmo e il suo self control e, per ultimo, per il suo gesto eroico dell’ultima puntata dove si è immolato per salvare i compagni, è anche vero che con sé ha tenuto e torturato un’innocente ragazza. Non è forse vero?

 

NO, ARIADNA NON ERA AFFATTO INNOCENTE

La premessa è questa: ognuno è responsabile delle conseguenze delle proprie azioni.

Ariadna è una ragazza che lavora alla Zecca di Stato la quale, per sopravvivere, instaura una specie di relazione sessual-sentimentale con Berlino, suo sequestratore.

Precisiamo una cosa: offrire sé stessa e il suo corpo al sequestratore capo per salvare la pelle è una sua idea. Nessuno la obbliga. E’ il suo sistema di conoscenze e valori che le dice che questa è la soluzione migliore. Vendersi facendo qualcosa per cui prova ribrezzo per salvarsi da una brutta fine. Ma analizziamo un po’ meglio: non c’è mai stato un ultimatum del tipo “o diventi la mia amante o muori”. Ariadna decide di prostituirsi perché è lei la prima a non dare valore a sé stessa e a credere che sarebbe diventata carne da macello. E’ lei e solo lei a pensare che il suo unico valore sia rappresentato dalla dotazione naturale che la genetica le ha riservato. Nessuno pensa che lei sia solo carne da scopare, neanche Berlino stesso, che prova ad instaurare una relazione umana e d’affetto, arrivando addirittura a baciarla.

Solo lei crede di essere utile solo se mette in vendita le sue membra e, come in ogni buon effetto Pigmalione che si rispetti, è lei stessa a creare la situazione perfetta per realizzare ciò che crede: non ho valore e posso essere apprezzata solo per il mio corpo. Questo pensa, questo ottiene.

 

Berlino non è stupido.

Sospetta chiaramente che la ragazza non lo ami, ma la disperazione dell’essere vicino alla morte e il desiderio di essere amato, anche per poco, almeno una volta, lo spingono a mettere da parte il suo orgoglio e a chiede amore in cambio di denaro. Ma chiede amore vero, sperando che quella donna possa innamorarsi di lui veramente ed amarlo così com’è, dopo aver conosciuto la sua parte peggiore. O almeno fingere molto bene. Comunque per sicurezza, già certo nel suo profondo che lui non possa essere amato, perché così è stato per tutta la sua vita e quindi sempre così sarà, prospetta un’eredità di parecchi milioni di euro alla concubina, la quale accetta, facendo insieme al suo sequestratore dei piani per la fuga e la convivenza su una qualche spiaggia caraibica, finché morte non li separi.

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“Ho passato la vita facendo un po’ il figlio di puttana, ma oggi… credo di voler morire con dignità”

Berlino ci spera. Ci spera veramente che lei possa amarlo, anche se è troppo intelligente per crederlo. Ha mai veramente pensato di andarsene su un’isola deserta con la donna che si stava prostituendo per salvarsi? In realtà no. Perché lo aveva detto svariate volte, in precedenza, che non sarebbe uscito vivo dalla Zecca.

Quando Nairobi gli conferma che Ariadna in realtà prova repulsione e non vede l’ora di dirgli le peggiori cose nel momento in cui sarà sul letto di morte, non ha più dubbi.

“La decadenza non è fatta per me. Tu mi ci vedi con la bava alla bocca o alle prese con problemi di incontinenza? No, per quello ci vuole coraggio. Meglio questo!” afferma riferendosi alla sparatoria contro la SWAT in cui è coinvolto.

E poi aggiunge “Ti voglio bene fratellino, non dimenticarlo” parlando insieme al Professore.

Qual è la relazione tra Berlino e il Professore?

Immagine correlataRicordiamo che Pedro Alonso, attore che interpreta Berlino, ha confermato in un’intervista che il Professore e Berlino sono fratelli dello stesso padre, ma hanno una madre diversa. Berlino è il fratello maggiore. Il padre lo ha abbandonato per crearsi una nuova famiglia: da questa nuova relazione è nato Il Professore.

Stiamo parlando di un Berlino abbandonato dal padre che comunque cerca di ricucire un legame con qualcuno della famiglia e che ama così tanto il fratello per il quale il padre lo ha abbandonato, così tanto da sacrificare la sua vita per lui.

Sarebbe morto comunque a breve, direte voi. E’ vero, ma un egoista avrebbe cercato di salvare sé stesso. Invece lui no, pensa alla persona che ama, suo fratello, e lo protegge.

 

Ma perché tiene Ariadna con sé, sebbene lei chieda disperatamente di essere lasciata libera?

“Dove vai tesoro? Eravamo d’accordo di rimanere insieme fino alla fine” le dice, trattenendola nel corridoio attraverso cui la polizia sta avanzando.

Eravamo d’accordo. Eravamo d’accordo. Eravamo d’accordo.

Bisogna essere coerenti e di parola, è importante

Ariadna non muore, anzi, lui la protegge quando la squadra d’assalto lancia la granata. Ma la trattiene lì e la costringe a mantenere (contro la sua volontà) la parola data e le sue intenzioni, ovvero assistere Berlino fino alla sua morte.

Berlino la obbliga a rispettare il suo piano, perché se lei fosse scappata con gli altri avrebbe creduto per sempre che vendersi in quel modo fosse conveniente. Se fosse riuscita a scappare, garantendosi un buon soggiorno in cambio di sesso sterile, avrebbe per tutta la vita continuato a vendersi, in un modo o nell’altro.

Ma trovarsi di fronte alle conseguenze delle proprie scelte, chissà, forse l’ha fatta riflettere. Tutti pensano che Berlino sia stato sadico a stressarla in quel modo. Ma forse è stato proprio quello a salvarla da un futuro vortice di svalutazione.

Ricordiamoci una cosa importante: Ariadna confessa di essere costretta a prendere ansiolitici per sopportare la presenza di Berlino. Persona che lei stessa ha cercato e sedotto per suo puro interesse.

Berlino è un malato terminale in cerca di quel briciolo d’amore che gli era sempre stato negato. Ariadna è una ragazza poco intelligente che sceglie deliberatamente di vendersi al suo aguzzino, per poi lamentarsi delle conseguenze.

Chi è il pazzo, quindi?

Epilogo incerto per il buon Berlino

E poi chissà, da buon narcisista, forse aveva davvero solo bisogno di qualcuno che gli caricasse la Browning! Non lo sapremo mai, ma questo non è importante.

Ciò che conta è che ognuno vive l’esperienza che gli serve per fare un passo in più nel percorso evolutivo.

A buon rendere (si spera)!

 

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